Corpus Vitrearum Italia

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Corpus Vitrearum Italia

La sezione italiana del Corpus Vitrearum Italia, sezione nazionale del Corpus Vitrearum International, è un’impresa accademica dell’Unione Accademica Nazionale di Roma, che rappresenta il Corpus Vitrearum presso l’Union Académique International.

La sezione italiana del Corpus Vitrearum è stata promossa nel 1952 da Giuseppe Marchini, uno dei soci fondatori del Corpus Vitrearum International con lo scopo di redigere l’inventario scientifico delle vetrate italiane a partire da quelle della Basilica di S. Francesco ad Assisi e del Duomo di Milano. Le indagini furono svolte con particolare riguardo alla storia delle modifiche e dei danni subiti dalle vetrate nel corso del secolo scorso e confluirono successivamente nel volume di Giuseppe Marchini Le vetrate dell’Umbria del 1973 e nel volume di Caterina Pirina Le vetrate del Duomo di Milano dai Visconti agli Sforza del 1986.

Caterina Pirina succedette a Giuseppe Marchini nel 1986. Sotto la sua guida l’attività scientifica del Corpus Vitrearum Italia fu sostenuta da autorevoli accademie come l’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere di Milano, il CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche Area Firenze, l’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze, il cui Presidente Prof. Francesco Adorno fu Presidente onorario del Corpus Vitrearum Italia.

A partire da quegli anni furono intraprese una serie di attività volte ad ampliare il raggio di azione del Corpus Vitrearum.

La formazione del Comitato Tecnico permise di collaborare con gli enti competenti, Ministero e Soprintendenze, come organo consultivo e di proporre l’impiego della Carta del Restauro delle Vetrate stilata nella sua iniziale versione a Milano nel 1988. Apprezzabile fu il coinvolgimento degli organi statali perché impiegassero una corretta metodologia di salvaguardia del patrimonio vetrario italiano.

La creazione in collaborazione con il CNR di Firenze della BIVI, Banca Ipermediale Vetrate Italiane, catalogo dalla duplice funzione: diffondere la conoscenza della vetrata italiana e attivare un osservatorio di monitoraggio dello stato di fatto del patrimonio.

La promozione di corsi formativi per giovani restauratori in collaborazione del SIAM, Società di incoraggiamento Arte e Mestieri, con i fondi della CEE.

I corsi dedicati alla specializzazione nel restauro delle vetrate svolti presso l’ICR, Istituto Centrale del Restauro, e presso l’Università degli Studi di Milano.

La creazione della Sezione del vetro da finestra tardo antico e altomedievale di area mediterranea dedicata all’inventario dei vetri rinvenuti negli scavi archeologici, diretta da Francesca Dell’Acqua Boyvadaoglu, membro Corpus Vitrearum, con la consulenza di Ermanno Arslan, allora direttore dei Musei Civici di Archeologia e Arte di Milano, e di Ömür Bakirer della Middle East Tecnical University, Ankara.

Come gli altri Comitati nazionali anche quello italiano ha per Statuto la salvaguardia del patrimonio vetrario italiano, ingente per numero e qualità di opere.

A questo scopo il Comitato italiano ha promosso il restauro di molte vetrate indicando la metodologia da impiegare e mantenendo assidui contatti con le Soprintendenze locali e con i laboratori vetrari accreditati presso il Corpus Vitrearum Italia . Nel corso degli anni sono stati promossi molti restauri diretti o con la consulenza della Presidente Caterina Pirina e del Vice presidente Ernesto Brivio.

Numerosi furono i congressi, le mostre e i seminari a sostegno del programma di conservazione del patrimonio vetrario italiano.

Attualmente l’attività del Corpus Vitrearum è sostenuta e fiancheggiata da enti culturalmente prestigiosi: tra questi oltre al milanese Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere, alcune prestigiose Università come l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, presso la quale è in corso la domiciliazione del Corpus Vitrearum Italia, l’Università degli studi di Pavia e importanti musei come il MAO, Museo di Arte Orientale di Torino.

La necessità sempre più avvertita di salvaguardare il patrimonio artistico mondiale nelle sue varie espressioni ha indotto molti anni fa le due associazioni Corpus Vitrearum e ICOMOS alla creazione di un “Hybrid committee” per una più incisiva azione di tutela del fragile patrimonio di vetrate europee a rischio. Dal 2009 il Comitato italiano del Corpus è associato all’ICOMOS italiano con una sezione dedicata al vetro e vetrate.

Il 9 febbraio 2024 l’assemblea dei soci ha votato il nuovo Consiglio d’amministrazione, il nuovo organigramma è in vigore per un triennio.

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